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venerdì

A Valstagna Devis Bonanni - Il Buon Selvaggio - 20 gennaio 2016 Valstagna

L'ingresso è gratuito, i posti limitati, un'altra proposta 
per un vivere sostenibile 
di Adotta un Terrazzamento e di TerraChiAma.
Si ringrazia la Biblioteca di Valstagna

domenica

L'ALTOPIANO COSÌ VICINO, COSÌ LONTANO VALSTAGNA: TERRITORIO ANTICAMENTE ANNESSO ALL'ALTOPIANO

di Beppa Rigoni tratto da Quaderni Vicentini
La lunga storia di questo territorio affascinante, posto fra monte e valle, è una storia di sopravvivenza, di tenacia, di desiderio, di futuro. La vita della gente di Valstagna è legata a due grandi totem: il rapporto con l'Altopiano e quello con l'economia di sussistenza prima e di sviluppo dopo. I terrazzamenti e la coltivazione del tabacco sono stati a lungo i suoi salvatori. Oggi la ricerca di un vero futuro impone scelte diverse.Valstagna ieri, oggi, domani, è una grande storia in progress, spesso dimenticata
IERI
IN MOLTI SCRITTI borgo20ott 062RIFERITI all’Altopiano, si trova questa definizione: ‘Reggenza dei 7 Comuni e territori annessi’ ( = appartenenti). Avendo già trattato l’argomento Calà del Sasso e Federazione dei 7 Comuni, non posso non dedicare un capitolo a Valstagna e al Canal di Brenta, in quanto territori strettamente collegati con la montagna fin da tempi remoti. Tutte le merci prodotte in Altopiano, transitavano verso valle: da un lato fino all’Astico; dall’altro, verso il più significativo Brenta e viceversa. Per proprietà transitiva Valstagna e i territori limitrofi divennero parte dell’Altopiano. Il Canal di Brenta, ebbe, fin dal passaggio dei Romani alla conquista dell’Impero, grandissima valenza, quale porta naturale verso Nord. I Romani colonizzarono tutta la valle, sempre e solo a scopo militare e qui tracciarono strade, costruirono punti di osservazione e difesa, accampamenti: tutte strutture che fecero da fondamenta ai successivi insediamenti, in tutti i paesi vallivi, in pratica.  La stessa operazione fu esercitata dai viandanti provenienti da nord con intenti di conquista o più semplicemente per motivi di transito e mercato. Certo, fra questi, alcuni si sono stabiliti nella valle, altri son scesi dall’altopiano o da zone limitrofe altrettanto ostiche, in cerca di climi più miti e di dignità, in quanto tutti i Sud sono più accattivanti ed attraenti di qualunque Nord! …
In Valsugana l'attrazione dell'acquaI monaci dalla Cina con i bozzoli e i ricchi veneziani, padovani, bassanesi
E poi in Valsugana c’era l’acqua, tanta, sempre. In quantità minore la terra, essendo la valle così incassata, più adatta al trasporto fluviale e allo sfruttamento della corrente per produrre energia (meccanica prima e idroelettrica poi), che alla coltivazione e al pascolo. Questa fu una condizione per l’insediamento di aziende manifatturiere: dalla lavorazione del legno, alla sericoltura (dopo che alcuni monaci provenienti dalla Cina, portarono, nascosti all’interno dei loro bastoni da viandanti, i primi bozzoli), alla lavorazione della lana e del lino, della carta, alla molitura di granaglie, agli opifici. Molte ricche famiglie veneziane (Tiepolo, Venier, Foscarini, Contarini, Cappello), padovane (Carrara, Duodo, Massari), bassanesi (Remondini – la prima cartiera fu costruita lungo il Canale, loro luogo d’origine), costruirono ville estive sulle rive e fra queste più d’una intravide l’opportunità di guadagno. Valstagna porta ancora i segni del nobile passaggio ed è un paese con una propria eleganza (vedi Palazzo Perli di proprietà di uno dei ricchi abitanti, come lo erano i Ferrazzi, i Sasso…). Ma quando tali attività vennero dismesse (a causa della concorrenza praticata in luoghi meno disagiati e distanti dai grandi centri del commercio), per la valle fu la rovina economica e l’inizio di un flusso migratorio, mai interrotto. Molti autoctoni, attaccati disperatamente alla loro terra (da sempre ricchi di inventiva per la sopravvivenza), pensarono di avviare la produzione intensiva di una pianta ivi importata - sempre da un monaco - a scopo decorativo per i giardini: il tabacco.
La coltivazione del tabacco salvò Valstagna dalla completa rovina
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Piante di tabacco
In piena fioritura bello era bello, niente da dire, faceva figura, ma era altrettanto inutile. Dal XVII secolo fino alla metà del XX, fu il tabacco il pane del canale. Le vicende legate alla sua coltivazione sanno di incredibile, come impossibile da praticare la fatica richiesta per produrlo: si doveva accudirlo come un neonato ancor prima di seminarlo, preparando il terreno; concimandolo con tutto quello che l’immaginazione prospetta; piantando i germogli ad una distanza ben precisa l’uno dall’altro, su un reticolo predisposto al millesimo, allo scopo poi di contare le piantine e consentire i controlli da parte delle autorità, per combattere il contrabbando. Nel 17° secolo ebbe così inizio l’opera ciclopica di rimodellamento del territorio da parte dell’uomo, emblematico esempio di antropizzazione. I terrazzamenti trasformarono un versante montano a forte pendenza, in una serie di superfici per piante idonee alla coltivazione. Le masiere a terrazzi I muri di sostegno dei piani terrazzati (masiere, dal latino maceries), furono realizzati in pietra a secco, senza l’uso di calce o cemento a far da leganti. Una masiera può arrivare a 7 / 8 mt. di altezza: presenta due file di pietre parallele incastonate tra loro mediante una tecnica particolare che ne garantisce la stabilità nel tempo, atte a trattenere uno strato permeabile di terra e ciottoli, allo scopo di far filtrare l’acqua piovana attraverso il sistema. Nel terrazzo ricavato, veniva piantato il tabacco, che richiedeva una sequenza di operazioni interminabili, dal reinterramento ogni stagione, alla semina all’ innaffiatura. Chi aveva gli appezzamenti vicino al fiume era un signore: bastava – si fa per dire – portar su l’acqua con i secchi; i sorci verdi li vedeva chi era lontano, in zone scoscese, per quanto fossero stati creati bacini interrati per la raccolta dell’acqua piovana nei pressi degli appezzamenti. Scalare o salire è già duro come sport, figuriamoci con il bigòlo e i secchi! Questo vale per la concimatura e l’interramento: tutto a spalla o in schiena, con appositi contenitori in legno inventati alla bisogna. Grandi e piccoli, uomini e donne, tutti a far la loro parte, dall’alba al tramonto! Non parliamo del controllo minuzioso foglia per foglia, della qualità delle stesse, del rischio di parassiti, di stagioni troppo fredde o troppo calde.  Inoltre, quando la pianta raggiungeva la fioritura, andava spuntata: guai se il fiore produceva semi! Si sarebbero potuti occultare e riprodurre poi in luoghi nascosti…come in realtà accadeva. Per portare avanti i lavori dei terrazzamenti, si attivò nella vallata una forte sussidiarietà fra vicini, in grado tutti insieme di mettere in piedi dei veri e propri cantieri, con tanto di maestranze tecniche e manodopera locale. Non parliamo poi della fatica disumana - una volta giunte a maturazione le foglie - nello strapparle, raccoglierle, trasportarle in luoghi adatti all’asciugatura, spianarle una per una a mano per togliere ogni grinza e infine sospenderle a testa in giù, appese a dei pali, nei locali di essiccatura, collocati nei piani alti e privi di infissi per l’areazione, delle abitazioni: stessa tecnica usata per i prosciutti.
L'angoscia dei controlli (da Serenissima, poi dal Regno, poi dal Monopolio):obbligo del contrabbando
Per questo le case del canale sembrano delle torrette! Ai piani bassi si viveva e spesso si conviveva con animali da stalla e si lavorava il tabacco, sopra lo si seccava. La scelta della monocoltura, andò a scapito di ogni altra forma di sussistenza: pochi i capi di bestiame, poche le coltivazioni alternative: qualche albero da frutto, qualche filare o un fazzoletto di orto, venivano relegati ai bordi, se non sopra le masiere stesse, come si rileva ancor oggi. E sempre con questa angoscia dei controlli parossistici da parte dei delegati prima della Serenissima, poi del Regno e del Monopolio. Un piccolo contrabbando inizialmente fu tollerato e garantiva una vita decorosa, poi, se trovati in infrazione e con merce di contrabbando, i coltivatori venivano puniti severamente, costretti a pagare ammende impossibili da saldare. Perfino bambini di 9 – 10 anni venivano condannati al risarcimento. Con il tempo il guadagno è divenuto sempre più inversamente proporzionale alla fatica. Spaccarsi la schiena per far lo stesso la fame, non valeva più la pena! Così, solo negli anni ’60 del secolo scorso, con l’abbandono della coltivazione del tabacco, a livello ambientale ha avuto inizio il fenomeno di erosione e degrado del territorio, oltre che di abbandono delle aree da parte degli abitanti, di nuovo profughi in cerca di pane. Ci son voluti oltre 60 anni, per vedere l’attuale timida rinascita, la presa di coscienza degli abitanti e delle istituzioni che andiamo a vedere, grazie all’intervento di alcune figure…
OGGI
Dal sopralluogo ai terrazzamenti nel luglio scorso
È da mesi che ce l’ho in mente, che ho la smania di scriverne, ma volendo adeguarmi alla consecutio temporum messa in atto trattando il tema L’Altopiano così vicino così lontano, sono riuscita a pazientare finora. È stato durante il sopralluogo effettuato col collega Lucio Panozzo ai terrazzamenti nel luglio scorso, che ho sentito chiara e forte questa urgenza. Voglio iniziare da quel preciso giorno, uno dei pochi afosi - ricordo - della scorsa estate. Ci eravamo dati appuntamento per l’ora di pranzo (panino con mortadella e birra calda, sotto un nogaro), alla fine della strada che scendendo da Foza porta al paese di Valstagna. Un amico di Lucio, Bepi Bertoncin, quattro anni fa ha avuto dal comune in comodato d’uso (tramite il Comitato), un terrazzamento per coltivarlo ad orto, proprio alle pendici a destra della Calà del Sasso (Val Stagna o Val Vecchia che dir si voglia). Pur avendo transitato in auto varie volte per quel punto preciso non avevo mai messo piede su un terrazzamento, né alzato gli occhi, perché il pendio è davvero molto ripido: si parla del 50 / 60%! Visitarlo, è stata una scoperta incredibile, ben al di sopra di ogni immaginazione.
Terrazzamenti restaurati a Campese
Ovviamente dove ho messo piede e gironzolato, è un’area bonificata, anzi, ricostruita pietra per pietra, re-interrata, consolidata e messa in sicurezza dall’amico Bepi. Gli ci son voluti anni per riportare la banchina allo stato originario. Immaginate un Mato grosso ma in salita: così se l’era trovata davanti la prima volta! E così sono ancor oggi molti dei gradoni, tirati su con tanta fatica e mantenuti nel corso di secoli con tecniche 57 costruttive che andremo a vedere. Tra l’altro l’orto di Bepi è situato in un’area particolarmente impervia, perché da quando è diventato di moda farsi l’orto in Valbrenta i terreni più accessibili sono andati via per primi. Il patto fra noi è stato: “Poiché il mese di agosto vado a scalare, tu scendi dall’Altopiano per annaffiare l’orto, cogliendo tutti i frutti che vuoi…” Per fortuna è piovuto tutta l’estate, perché irrigare laggiù significa caricarsi di taniche d’acqua, portarle su per i gradoni infiniti e scivolosi e con un mestolo, annaffiare pianta per pianta: grazie a Giove Pluvio! La parte sinistra della valle (partendo da Bassano), dove è situata Valstagna, è la più impervia, la meno soleggiata, la più disagevole; quella a destra la più aperta, lineare, soliva, come si desume dal nome di uno dei paesi, Solagna.
Il logo dell'adozione dei terrazzamenti
adotta un terrazzamento
Logo di adotta un terrazzamento
La trasformazione dei terrazzamenti in orti non è casuale: dietro c’è un progetto ben preciso, promosso dal Comitato composto dal Comune di Valstagna, dal Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova, dal CAI di Bassano/Canal di Brenta e patrocinato dalla Comunità Montana del Brenta e dal Comitato Scientifico Centrale del CAI – Gruppo Terre Alte - dal nome evocativo: ‘Adotta un terrazzamento in Canal di Brenta’. Il Comitato si è fatto tramite, tra i proprietari dei terrazzamenti - magari emigrati o rimasti, ma ormai anziani, quindi impossibilitati a curarsene personalmente - e gli amanti della natura e dei luoghi, disposti a supportarne la manutenzione e a renderli produttivi. Il Comitato è partito dalla convinzione che il processo di degrado e abbandono del Canal di Brenta e dei suoi terrazzamenti, possa essere fermato, meglio, invertito. Ancor vivo lo spirito che nei secoli ha tenuto aggrappate molte famiglie a luoghi così ostili e vivo l’interesse di coloro che li frequentano per diporto: l’unione di queste due categorie, supportate dalle amministrazioni locali (che hanno tutto l’interesse di fermare la deriva dei loro territori), stanno alla base della rinascita del canale. I terrazzamenti rappresentano un patrimonio monumentale, equiparabile a siti come Machu Piccu o alle risaie dei paesi orientali, solo, ubicati purtroppo in aree di cui storicamente non si è privilegiata la memoria, ma lo sfruttamento. Questo vale per il trasporto fluviale delle merci a partire dal legname, per lo sfruttamento della potenza delle acque idonee agli insediamenti industriali a partire dal 1500, fino all’avvio della coltivazione intensiva e disastrosa del tabacco, in quanto monocoltura. Finito il bussiness del tabacco, finita la valle. Il Comitato oggi sostiene e coordina gli sforzi per il ripristino delle aree terrazzate abbandonate e contribuisce operativamente al loro mantenimento, stimolando forme di recupero economicamente, socialmente ed ecologicamente sostenibili, attraverso una formula di adozione diretta o a distanza (supportando coloro che decidono di lavorarvi fattivamente) delle superfici: operazione rivolta quindi sia a coloro che se ne occupano in prima persona, sia mediante sottoscrizione. Queste le finalità: - sviluppare maggiore consapevolezza del valore del paesaggio, nella fattispecie terrazzato, raccogliendo risorse per garantirne il mantenimento; - attrarre l’attenzione di coloro che vi abitano o hanno lasciato la loro terra in qualità di emigranti ma detengono ancora appezzamenti di proprietà che vanno via via deteriorandosi; - contribuire ad avviare nuove forme di economia rurale, in grado di coinvolgere sempre più concittadini, nella cura dei terrazzamenti.
Ma come si fa ad adottare un terrazzamento?
Semplice. Si contatta il referente del Comitato, con un sms o una mail. Verrà fissato un incontro sul posto, per prender visione del sito più idoneo alle personali esigenze, quindi si sottoscriverà un contratto di comodato d’uso della durata di cinque anni e si verserà la modica cifra di 10 euro, per iscriversi al Comitato stesso. Finora sono state effettuate 121 adozioni in comune di Valstagna; una decina di lotti è tuttora a disposizione e altri sono in fase di individuazione. L’operazione, dallo scorso anno, è stata 59 60 avviata anche in comune di S. Nazario. Il Comitato è inoltre alla continua ricerca di appezzamenti da dare in adozione, visto la crescente richiesta da parte di interessati, sintomo del successo crescente dell’iniziativa.
Cinzia Zonta nell’uliveto
Dal 2013, Presidente è Cinzia Zonta, bassanese trasferita da 2 anni a Valstagna - dopo 8 anni da pendolare, artefice della rinascita dei terrazzamenti, quale prima affidataria di un’area, assieme all’amico Danilo Cecchini. Cinzia viene da un’esperienza decennale maturata sul campo, in Brasile e Perù, proprio nell’ambito della coltivazione e del ripristino di aree terrazzate. Cinzia proviene da un’esperienza decennale maturata sui terrazzamenti di Brasile e Perù, scelta di vita che doveva essere definitiva, dato anche l’impegno profuso con i meninos de rua, con il progetto “Fazer o outro bonito” e con i ragazzi più grandi, progettando una fattoria didattica ad Apeù, nella foresta amazzonica. Poi la riflessione: “Anche vicino al mio paese d’origine ci sono luoghi simili. Perché non proporre un progetto di recupero?” E così è tornata per restare, stavolta definitivamente. Cinzia oggi è una coltivatrice, lavora la terra, dando con i risultati ottenuti il buon esempio a tutti, e nel contempo, insegna ai ragazzi del posto le tecniche di coltura e potatura, per riavvicinarli alle radici, a quell’ambiente da 60 anni abbandonato, per tornare ad amarlo e salvaguardarlo. E ci sta riuscendo: i numeri parlano. (cinziaviralata@gmail.com) FB: ‘ADOTTA UN TERRAZZAMENTO’ In sede: Museo Etnografico ‘Canal di Brenta’ – Palazzo Perli, Via Garibaldi (Valstagna).
L’operazione ‘Adotta un terrazzamento’
L’operazione ‘Adotta un terrazzamento’, ha avuto risonanza nazionale, tanto da essere presentata al salone del Gusto di Torino a novembre 2014, luogo in cui è stata siglata l’adozione da parte delle Condotte ‘Slow Food’ di Primiero Valsugana e Lagorai di alcuni terrazzamenti situati in contrada Merlo (comune di S. Nazario). Lo scorso mese di febbraio, presso la sala consiliare del Comune di Valstagna, si è tenuta l’annuale assemblea sociale, con l’intento di relazionare le attività svolte dai soci e dal Comitato a livello 61 locale nazionale ed internazionale. Fra le iniziative sul tavolo, la collaborazione con ‘L’Alleanza Mondiale del Paesaggio Terrazzato’, di cui si sta organizzando il III° Incontro Mondiale, che avrà luogo a ottobre 2016, proprio qui in Italia. Il Canal di Brenta sarà una delle location e vi si svolgeranno attività di visite guidate alle masiere, incontri con i coltivatori locali, workshop tematici e momenti di socializzazione. I siti italiani terrazzati, associati all’Alleanza Mondiale si trovano in Campania (Costiera amalfitana x gli agrumi); Trentino; Sicilia; Veneto (Valstagna, Lessinia, Valpolicella); Lombardia (Valtellina); Val d’Aosta; Piemonte (Langhe Val d’Ossola); Toscana (Chianti, Montalcino). I precedenti incontri internazionali si sono tenuti nel 2010 in Cina, (anno in cui l’Italia ha posto la propria candidatura per il 2016) e nel 2012, in Perù: ‘Congreso Internacional de Terrazas’.
DOMANI
Ci salverà il Rajah del tè di Darjeeling?
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Il futuro utilizzo di parte dei terrazzamenti è in fase di discussione proprio mentre 'Quaderni Vicentini' sta andando in stampa. Gli interessati stanno valutando un’opportunità che potrebbe cambiare il volto dei terrazzamenti, come il tabacco, lo cambiò nel 1500…Ancora una volta si tratta di una pianta esotica, che però a differenza del tabacco, non presenta alcun elemento di negatività: è il tè. L’iniziativa è stata attivata dalle Condotte Slow Food Primiero e Valsugana-Lagorai, le stesse che hanno adottato terrazzamenti in contrada Merlo, a S.Nazario. Breve passo indietro: il 16 e il 17 marzo scorsi sono stati al centro di due eventi singolari; la sera del 16 a Pergine Valsugana, si è tenuta una degustazione di vari tipi di tè, alla presenza nientepopodimenochè, del Rajah Banerjee, proprietario del giardino del tè di Makaibari (Darjeeling - India settentrionale, ai piedi del monte Kanchenjunga), che ha illustrato le tecniche biodinamiche di coltivazione e trasformazione della pianta. L’evento si è ripetuto il pomeriggio del 17, stavolta direttamente sul terrazzamento adottato da Slow Food a S.Nazario. La sera invece, presso la ‘Sala Convegni del Museo del tabacco’, dell’Unione Montana Valbrenta a Carpanè di S. Nazario, si è tenuto un convegno dal titolo: Il valore del suolo o meglio: Un suolo sano per un’umanità sana – mantra del Rajah sul tema, evento in cui il Rajah ha esposto le tecniche di prevenzione dall’erosione e conservazione della fertilità del suolo, da lui messe a punto in oltre 30 anni di coltivazione biodinamica del tè.Beppa Valstagna

lunedì

Valstagna - I Fazzoletti di Terra da Taffarel al giorno d'oggi - Domenica 29 giugno



Valstagna San Gaetano 18 marzo 2014

MARTEDI' 18 MARZO 2014 ore 20.30
presso la Casa degli Alpini di San Gaetano



I Comitati di Sasso Stefani, Giara Modon e San Gaetano ed il Comitato Adotta un Terrazzamento in Canal di Brenta

invitano la cittadinanza all'incontro informativo su come poter lavorare insieme per migliorare lo stato del paesaggio ed impedire il dissesto idrogeologico dei versanti terrazzati.

domenica

Il Gruppo Grotte Giara alla Cena annuale - Sabato 8 febbraio 2014 - Pove del Grappa

SÉNA DE GRUPO
L’ 08 de febràro de l’ano corente
ae sète e mèsa de sèra (19,30 in taliàn)
( xé concèsa a mèsa ora poìtica ai sensi de l’art. 1 del D.Sggg n. 001 del 20.01.2014)
Se magnarà sol
RISTORANTE EUROPA
(Se uno no’l sà dove che’l xé, basta che’l vàe: 1) par chi che vièn da Trento, verso Basàn e 2) par chi che vién da Basan, verso Trento, percorendo a statàe 47 dea Valsugàna. Sòl stradòn de Pòve del Gràpa, verso a metà, ghé xé el ristorante, so a destra o so a sinistra dipende da dove che se vién).
Schèi
Pa’i “vèci” 25,00 euri e pa’i bòce 13,00 euri
Càsi particoeàri
Par chi che gà qualche problema so’l magnàr bisòn che’l’informe i organisatori
Sùbito dopo a magnàda vegnarà consegnà, come ogni ano,
el premio jìjiel (gìgel in taliàn)
e in ultima jiràremo a ròda dea lotarìa (se po’l vìnsar richi prèmii da magnàr e da bévar).
Prenotàr’se entro vènare 31 genàro de l’ano corente (chi che no’l se prenòta, che no’l stàe gnànca presentàr’se parchè el resta sensa pòsto, e òvio anca sensa magnàr, e ghe tòca tornàr in drìo co’l cùeo fato come na vérsa a fòrsa de scarpàe, da parte dei organisatòri e de altri che vòl sontàrse),
téefonando, ànca pàr vìe tèematiche, o ànca a vòse, a:
ENRICO DALLA ZUANNA
(tel. casa 0424-99915 / tel. cell. 348-1536275)
ENNIO LAZZAROTTO
(tel. cell.: 335-7741249)
0 PAR E-MAIL

giovedì

Valstagna - Festa annuale "Adotta un terrazzamento" - 6 ottobre 2013




Valstagna - 26 maggio - Gita sui terrazzamenti della Valbrenta

 nell'ambito della Rassegna Filmambiente, domenica 26 maggio 2013 è prevista la
GITA SUI TERRAZZAMENTI DELLA VALBRENTA: "L'ALTA VIA DEL TABACCO"

in compagnia degli autori e dei protagonisti del film: "PICCOLA TERRA" accompagnati dei responsabili della Associazione Alta Via del Tabacco e di "Adotta un terrazzamento"

Il Programma:
ore 9.00:
Arrivo a Valstagna (Parcheggio vicino al ponte sinistra Brenta - lato CArpanè) - c'è anche un treno che da Bassano parte alle ore 8,17 o 9,17 con arrivo alla fermata di Carpanè Valstagna rispettivamente alle ore 8,30 o alle 9,30;
ore 9.30:
Partenza a piedi da Valstagna per un percorso con dislivello di mt 400
ore 11,00 arrivo a CASARETTE e visita della contrada e degli orti recuperati;
ore 13.00:
spuntino a sacco (portarsi cibi e bevande, acqua compresa);
ore 14.30:
discesa per L'ALTA VIA DEL TABACCO e visita ad altri orti;
ore 16.00:
rientro a Valstagna e visita del Museo del Tabacco;

IMPORTANTE:
E' prevista la assicurazione dei partecipanti ai quali verrà chiesto un piccolo contributo per le spesa, per questo è indispensabile la preiscrizione via mail entro giovedì 23 maggio a: g.bordignon@awn.it
E' consigliato portarsi un paio di Pedule ed eventualmente bastoncini, sono sconsigliati i pantaloni corti;

per approfondimenti: www.altaviatabacco.it

sabato

Primolano - 9 settembre 2012 - La scala dei sapori


 Degustazione di prodotti locali.
Iscrizioni dalle 9.00 presso il piazzale antistante la chiesa di Primolano, piazzale antistante la chiesa di Fastro.
Prevendite: Albergo Valsugana, Centro estetico Beauty Garden (Primolano); Albergo Posta, Ristorante Val Goccia (Cismon del Grappa); Mini market Spinelli (Fastro); Ristorante Flaminio, L’orticello (Arsiè); Bicigrill (Tezze).
Biglietti in prevendita: 10€ adulti; 5€ 8-12 anni; gratis 0-7 anni. Acquisto biglietti il giorno dell’evento: 13€ adulti; 7€ 8-12 anni; gratis 0-7 anni.

Il Programma delle attività

ILLUSTRAZIONE DELLA FORTIFICAZIONE TAGLIATA DELLA SCALA CON LUCA GIROTTO. h. 11.00 – h. 13.00 – h. 15.00 presso lo Stand Ass. Tagliata della Scala (IV Tornante)

ILLUSTRAZIONE DELLA FORTIFICAZIONE TAGLIATA DELLA SCALA CON DARIO DALL’AGNOL h. 12.15 – h. 14.15 – h. 16.15 presso lo Stand Alpini di Fastro  (V Tornante)


Laboratorio per bambini “IMPARIAMO A CREARE I CUCHI” con GIUSEPPE DELAZZER
 I Fischietti in ceramica fanno parte della tradizione veneta, il laboratorio è l’occasione per diffondere questo prezioso sapere.
 h. 10.00 – h.15.00 Presso V tornante


 
MOSTRA E SCAMBIO SEMENTI ANTICHE
 Gruppo Coltivare condividendo

Presso VI tornante




IMPARIAMO A FAR EL FORMAI
 Con il Casel de Melam

Presso VIII Tornante
  



APERTURA E VISITE GUIDATE ALL’ANTICA RIMESSA DELLE LOCOMOTIVE DI PRIMOLANO

Con l’associazione Società veneta ferrovie






PICCOLO MERCATO DEI PRODOTTI AGRICOLI e PUNTO RISTORO
 Con il Gruppo 3F

Presso Polivalente di Fastro









ESPOSIZIONE E PITTURA ALL’APERTO

Con il Gruppo Artisti Valbrenta
 




TRUCCABIMBI
 I vostri piccoli si divertiranno 
grazie al simpatico trucco offerto 
applicato dalle estetiste e parrucchiere

  



GRUPPO SAXOFONISTI DELLA BANDA DI ARSIE’






Il gruppo di Pullir

  



SCULTURE IN FERRO CON IL Sig. ATTILIO

  



FIGURANTI SOLDATI

 




Maneggio
ROCCOLO - Col del Gallo - Arsiè (BL)









Sezione di Feltre 











MOSTRA RADIO ANTICHE



Sorprese d´estate Un camoscio in Val de Spin

VALSTAGNA. Si aggira attorno a un casolare

Sorprese d´estate
Un camoscio
in Val de Spin

Fonte: Renato Pontarollo (Giornale di Vicenza)


giovedì 23 agosto 2012 BASSANO, pagina 31
Un camoscio, la capra nera delle Alpi, da oltre due mesi staziona indisturbato intorno ad un casolare della Val de Spin, sopra Oliero di Valstagna. Un tempo, qui come in tante altre località di mezza costa della Valbrenta, la gente viveva l´estate svolgendo attività legate alla montagna.
«È una gran bella bestia, un selvatico stupendo - dice Remo Negrello che nella valle dell´Oliero possiede un casolare - È una femmina di circa un anno e in questo periodo dell´estate tende a scurire il proprio mantello. Chi ha la fortuna di vederla o incontrarla ne resta incantato! Un giorno me la sono trovata davanti improvvisamente. Non si è spaventata, anzi è rimasta tranquilla ad osservarmi, molto incuriosita, come volesse fare amicizia». Nella località i Servizi forestali stanno eseguendo dei lavori di sistemazione di una strada forestale di servizio. Quando il cantiere è in opera e la betoniera in movimento, il camoscio si avvicina per osservare quanto avviene. Poi, tranquillo, se ne sta in disparte a brucare l´erba.
«Se lo chiami - dice Negrello - si avvicina e sta lì ad ascoltarti. Gli ho dato una mela e un torsolo. Ha mangiato la mela e non si è curato del torsolo. Ovviamente si avvicina al casolare in cerca di cibo - aggiunge - tanto che ha mangiato tutti i tralci della vite, nell´orto ha strappato il sedano dalle radici ed ha provato ad assaggiare le piante di fagiolini. Non le ha gradite, e le ha sputate! Sono danni trascurabili e non mi dispiace! Un giorno sono passati degli escursionisti con dei cani al seguito. Si sono fermati a chiedere se l´animale fosse nostro. A loro sembrava una capretta. Un´altra volta, a tavola con amici, il camoscio si è avvicinato a prendersi del cibo dalle nostre mani. Non ho mai visto un animale selvatico comportarsi in maniera tanto familiare. Ci siamo affezionati ed ora che si apre la stagione venatoria non vorremmo che qualcuno manifestasse cattive intenzioni. Meglio salvaguardarlo. Fa parte del territorio e noi lo sentiamo nostro».

venerdì

Rassegna 2012 Uomini e Montagna - Solagna

presentano:

Rassegna 2012 Uomini e Montagna


Ogni Martedì ore 20,45
Sala cinema Teatro Valbrenta - Solagna

Martedì 10 gennaio 2012
Serata DVD sulle uscite del Gruppo Tira e Tasi 2011 e presentazione programma 2012

Martedì 17 gennaio 2012
"Vivan Las Antipodas"
film documentario di V. Kossakovsky

 Martedì 24 gennaio 2012
L'amante dell'avventura:
Lorenzo Doris presenta: "Corsa d'Avventura"

 Martedì 31 gennaio 2012
Incontro con l'Autore
Fotografia di Adriano Boscato

Martedì 7 Febbraio 2012
"Nanga Parbat" film di J. Vilsmaier
La vicenda dei fratelli Messner

mercoledì

Programma 2012 Escursionismo CAI "Canal di Brenta"

 Per informazioni: 
Gheno Fiorenzo  329 2221570  
Pontarollo Mara  0424 99057  
Ferrazzi Gino  347 3128502

E' arrivato il programma di escursionismo per il 2012 della Sottosezione "Canal di Brenta" del Club Alpino Italiano.

 Eccolo in dettaglio:

01 Aprile - VALSTAGNA: Le casare di mezzacosta
coordinatore: Claudio Ferrazzi

22 Aprile - MONTE SUMMANO: Il sentiero della Via Crucis
coordinatori: Gianni Moro e Luca Zanotto

06 Maggio - COL DEL GALLO E OLTRE: ...per la Strada del Genio
coordinatrice: Heike Finck

20 Maggio - I PANORAMI DEL CESEN
coordinatore: Gino Ferrazzi

03 Giugno - MONTE CORNETTO 1899m. E SENTIERO DI ARROCCAMENTO
coordinatore: Adriano Lunardon

17 Giugno - CIMA D'ASTA 2847 m
coordinatore: Giampi Pontarollo

01 Luglio - A SPASSO SULLA LINEA PERIADRIATICA: Monte Cornicolo
coordinatori: Lorena Vettori e Stefano Valente

13-14-15-16 Luglio - GLI ANELLI DEL CIVETTA E DEL PELMO: "Zaino e Rifugi" (trekking di 4 giorni)
coordinatore: Gino Ferrazzi

29 luglio - CIMA ORIENTALE D'OMBRETTA 3011 m.
coordinatore: Gino Ferrazzi

08-09 Settembre - PUNTA DEL VENEROCOLO 3323 m. (pernottamento al Rifugio Garibaldi)
coordinatore: Fiorenzo Gheno

23 Settembre - DA GALMARARA A CAMPO GALLINA: Tra silenzi e Ricordi
coordinatrice: Mara Pontarollo

07 Ottobre - UN BALCONE SUL BOSCONERO - Triol Daré Copàda e Spiz di San Piero
coordinatore: Gino Ferrazzi

21 Ottobre - MONTE TOMATICO 1595 m.
coordinatrice: Heike Finck

04 Novembre - "MARONATA SUL SAN FRANCESCO": Sentiero Pierino Dalla Zuanna
a Cura del Consiglio Direttivo

08 Dicembre - IL PAESAGGIO TERRAZZATO DI SAN GAETANO: appuntamento socio-escursionistico gastronomico
a cura del Consiglio Direttivo