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venerdì

A Valstagna Devis Bonanni - Il Buon Selvaggio - 20 gennaio 2016 Valstagna

L'ingresso è gratuito, i posti limitati, un'altra proposta 
per un vivere sostenibile 
di Adotta un Terrazzamento e di TerraChiAma.
Si ringrazia la Biblioteca di Valstagna

domenica

L'ALTOPIANO COSÌ VICINO, COSÌ LONTANO VALSTAGNA: TERRITORIO ANTICAMENTE ANNESSO ALL'ALTOPIANO

di Beppa Rigoni tratto da Quaderni Vicentini
La lunga storia di questo territorio affascinante, posto fra monte e valle, è una storia di sopravvivenza, di tenacia, di desiderio, di futuro. La vita della gente di Valstagna è legata a due grandi totem: il rapporto con l'Altopiano e quello con l'economia di sussistenza prima e di sviluppo dopo. I terrazzamenti e la coltivazione del tabacco sono stati a lungo i suoi salvatori. Oggi la ricerca di un vero futuro impone scelte diverse.Valstagna ieri, oggi, domani, è una grande storia in progress, spesso dimenticata
IERI
IN MOLTI SCRITTI borgo20ott 062RIFERITI all’Altopiano, si trova questa definizione: ‘Reggenza dei 7 Comuni e territori annessi’ ( = appartenenti). Avendo già trattato l’argomento Calà del Sasso e Federazione dei 7 Comuni, non posso non dedicare un capitolo a Valstagna e al Canal di Brenta, in quanto territori strettamente collegati con la montagna fin da tempi remoti. Tutte le merci prodotte in Altopiano, transitavano verso valle: da un lato fino all’Astico; dall’altro, verso il più significativo Brenta e viceversa. Per proprietà transitiva Valstagna e i territori limitrofi divennero parte dell’Altopiano. Il Canal di Brenta, ebbe, fin dal passaggio dei Romani alla conquista dell’Impero, grandissima valenza, quale porta naturale verso Nord. I Romani colonizzarono tutta la valle, sempre e solo a scopo militare e qui tracciarono strade, costruirono punti di osservazione e difesa, accampamenti: tutte strutture che fecero da fondamenta ai successivi insediamenti, in tutti i paesi vallivi, in pratica.  La stessa operazione fu esercitata dai viandanti provenienti da nord con intenti di conquista o più semplicemente per motivi di transito e mercato. Certo, fra questi, alcuni si sono stabiliti nella valle, altri son scesi dall’altopiano o da zone limitrofe altrettanto ostiche, in cerca di climi più miti e di dignità, in quanto tutti i Sud sono più accattivanti ed attraenti di qualunque Nord! …
In Valsugana l'attrazione dell'acquaI monaci dalla Cina con i bozzoli e i ricchi veneziani, padovani, bassanesi
E poi in Valsugana c’era l’acqua, tanta, sempre. In quantità minore la terra, essendo la valle così incassata, più adatta al trasporto fluviale e allo sfruttamento della corrente per produrre energia (meccanica prima e idroelettrica poi), che alla coltivazione e al pascolo. Questa fu una condizione per l’insediamento di aziende manifatturiere: dalla lavorazione del legno, alla sericoltura (dopo che alcuni monaci provenienti dalla Cina, portarono, nascosti all’interno dei loro bastoni da viandanti, i primi bozzoli), alla lavorazione della lana e del lino, della carta, alla molitura di granaglie, agli opifici. Molte ricche famiglie veneziane (Tiepolo, Venier, Foscarini, Contarini, Cappello), padovane (Carrara, Duodo, Massari), bassanesi (Remondini – la prima cartiera fu costruita lungo il Canale, loro luogo d’origine), costruirono ville estive sulle rive e fra queste più d’una intravide l’opportunità di guadagno. Valstagna porta ancora i segni del nobile passaggio ed è un paese con una propria eleganza (vedi Palazzo Perli di proprietà di uno dei ricchi abitanti, come lo erano i Ferrazzi, i Sasso…). Ma quando tali attività vennero dismesse (a causa della concorrenza praticata in luoghi meno disagiati e distanti dai grandi centri del commercio), per la valle fu la rovina economica e l’inizio di un flusso migratorio, mai interrotto. Molti autoctoni, attaccati disperatamente alla loro terra (da sempre ricchi di inventiva per la sopravvivenza), pensarono di avviare la produzione intensiva di una pianta ivi importata - sempre da un monaco - a scopo decorativo per i giardini: il tabacco.
La coltivazione del tabacco salvò Valstagna dalla completa rovina
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Piante di tabacco
In piena fioritura bello era bello, niente da dire, faceva figura, ma era altrettanto inutile. Dal XVII secolo fino alla metà del XX, fu il tabacco il pane del canale. Le vicende legate alla sua coltivazione sanno di incredibile, come impossibile da praticare la fatica richiesta per produrlo: si doveva accudirlo come un neonato ancor prima di seminarlo, preparando il terreno; concimandolo con tutto quello che l’immaginazione prospetta; piantando i germogli ad una distanza ben precisa l’uno dall’altro, su un reticolo predisposto al millesimo, allo scopo poi di contare le piantine e consentire i controlli da parte delle autorità, per combattere il contrabbando. Nel 17° secolo ebbe così inizio l’opera ciclopica di rimodellamento del territorio da parte dell’uomo, emblematico esempio di antropizzazione. I terrazzamenti trasformarono un versante montano a forte pendenza, in una serie di superfici per piante idonee alla coltivazione. Le masiere a terrazzi I muri di sostegno dei piani terrazzati (masiere, dal latino maceries), furono realizzati in pietra a secco, senza l’uso di calce o cemento a far da leganti. Una masiera può arrivare a 7 / 8 mt. di altezza: presenta due file di pietre parallele incastonate tra loro mediante una tecnica particolare che ne garantisce la stabilità nel tempo, atte a trattenere uno strato permeabile di terra e ciottoli, allo scopo di far filtrare l’acqua piovana attraverso il sistema. Nel terrazzo ricavato, veniva piantato il tabacco, che richiedeva una sequenza di operazioni interminabili, dal reinterramento ogni stagione, alla semina all’ innaffiatura. Chi aveva gli appezzamenti vicino al fiume era un signore: bastava – si fa per dire – portar su l’acqua con i secchi; i sorci verdi li vedeva chi era lontano, in zone scoscese, per quanto fossero stati creati bacini interrati per la raccolta dell’acqua piovana nei pressi degli appezzamenti. Scalare o salire è già duro come sport, figuriamoci con il bigòlo e i secchi! Questo vale per la concimatura e l’interramento: tutto a spalla o in schiena, con appositi contenitori in legno inventati alla bisogna. Grandi e piccoli, uomini e donne, tutti a far la loro parte, dall’alba al tramonto! Non parliamo del controllo minuzioso foglia per foglia, della qualità delle stesse, del rischio di parassiti, di stagioni troppo fredde o troppo calde.  Inoltre, quando la pianta raggiungeva la fioritura, andava spuntata: guai se il fiore produceva semi! Si sarebbero potuti occultare e riprodurre poi in luoghi nascosti…come in realtà accadeva. Per portare avanti i lavori dei terrazzamenti, si attivò nella vallata una forte sussidiarietà fra vicini, in grado tutti insieme di mettere in piedi dei veri e propri cantieri, con tanto di maestranze tecniche e manodopera locale. Non parliamo poi della fatica disumana - una volta giunte a maturazione le foglie - nello strapparle, raccoglierle, trasportarle in luoghi adatti all’asciugatura, spianarle una per una a mano per togliere ogni grinza e infine sospenderle a testa in giù, appese a dei pali, nei locali di essiccatura, collocati nei piani alti e privi di infissi per l’areazione, delle abitazioni: stessa tecnica usata per i prosciutti.
L'angoscia dei controlli (da Serenissima, poi dal Regno, poi dal Monopolio):obbligo del contrabbando
Per questo le case del canale sembrano delle torrette! Ai piani bassi si viveva e spesso si conviveva con animali da stalla e si lavorava il tabacco, sopra lo si seccava. La scelta della monocoltura, andò a scapito di ogni altra forma di sussistenza: pochi i capi di bestiame, poche le coltivazioni alternative: qualche albero da frutto, qualche filare o un fazzoletto di orto, venivano relegati ai bordi, se non sopra le masiere stesse, come si rileva ancor oggi. E sempre con questa angoscia dei controlli parossistici da parte dei delegati prima della Serenissima, poi del Regno e del Monopolio. Un piccolo contrabbando inizialmente fu tollerato e garantiva una vita decorosa, poi, se trovati in infrazione e con merce di contrabbando, i coltivatori venivano puniti severamente, costretti a pagare ammende impossibili da saldare. Perfino bambini di 9 – 10 anni venivano condannati al risarcimento. Con il tempo il guadagno è divenuto sempre più inversamente proporzionale alla fatica. Spaccarsi la schiena per far lo stesso la fame, non valeva più la pena! Così, solo negli anni ’60 del secolo scorso, con l’abbandono della coltivazione del tabacco, a livello ambientale ha avuto inizio il fenomeno di erosione e degrado del territorio, oltre che di abbandono delle aree da parte degli abitanti, di nuovo profughi in cerca di pane. Ci son voluti oltre 60 anni, per vedere l’attuale timida rinascita, la presa di coscienza degli abitanti e delle istituzioni che andiamo a vedere, grazie all’intervento di alcune figure…
OGGI
Dal sopralluogo ai terrazzamenti nel luglio scorso
È da mesi che ce l’ho in mente, che ho la smania di scriverne, ma volendo adeguarmi alla consecutio temporum messa in atto trattando il tema L’Altopiano così vicino così lontano, sono riuscita a pazientare finora. È stato durante il sopralluogo effettuato col collega Lucio Panozzo ai terrazzamenti nel luglio scorso, che ho sentito chiara e forte questa urgenza. Voglio iniziare da quel preciso giorno, uno dei pochi afosi - ricordo - della scorsa estate. Ci eravamo dati appuntamento per l’ora di pranzo (panino con mortadella e birra calda, sotto un nogaro), alla fine della strada che scendendo da Foza porta al paese di Valstagna. Un amico di Lucio, Bepi Bertoncin, quattro anni fa ha avuto dal comune in comodato d’uso (tramite il Comitato), un terrazzamento per coltivarlo ad orto, proprio alle pendici a destra della Calà del Sasso (Val Stagna o Val Vecchia che dir si voglia). Pur avendo transitato in auto varie volte per quel punto preciso non avevo mai messo piede su un terrazzamento, né alzato gli occhi, perché il pendio è davvero molto ripido: si parla del 50 / 60%! Visitarlo, è stata una scoperta incredibile, ben al di sopra di ogni immaginazione.
Terrazzamenti restaurati a Campese
Ovviamente dove ho messo piede e gironzolato, è un’area bonificata, anzi, ricostruita pietra per pietra, re-interrata, consolidata e messa in sicurezza dall’amico Bepi. Gli ci son voluti anni per riportare la banchina allo stato originario. Immaginate un Mato grosso ma in salita: così se l’era trovata davanti la prima volta! E così sono ancor oggi molti dei gradoni, tirati su con tanta fatica e mantenuti nel corso di secoli con tecniche 57 costruttive che andremo a vedere. Tra l’altro l’orto di Bepi è situato in un’area particolarmente impervia, perché da quando è diventato di moda farsi l’orto in Valbrenta i terreni più accessibili sono andati via per primi. Il patto fra noi è stato: “Poiché il mese di agosto vado a scalare, tu scendi dall’Altopiano per annaffiare l’orto, cogliendo tutti i frutti che vuoi…” Per fortuna è piovuto tutta l’estate, perché irrigare laggiù significa caricarsi di taniche d’acqua, portarle su per i gradoni infiniti e scivolosi e con un mestolo, annaffiare pianta per pianta: grazie a Giove Pluvio! La parte sinistra della valle (partendo da Bassano), dove è situata Valstagna, è la più impervia, la meno soleggiata, la più disagevole; quella a destra la più aperta, lineare, soliva, come si desume dal nome di uno dei paesi, Solagna.
Il logo dell'adozione dei terrazzamenti
adotta un terrazzamento
Logo di adotta un terrazzamento
La trasformazione dei terrazzamenti in orti non è casuale: dietro c’è un progetto ben preciso, promosso dal Comitato composto dal Comune di Valstagna, dal Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova, dal CAI di Bassano/Canal di Brenta e patrocinato dalla Comunità Montana del Brenta e dal Comitato Scientifico Centrale del CAI – Gruppo Terre Alte - dal nome evocativo: ‘Adotta un terrazzamento in Canal di Brenta’. Il Comitato si è fatto tramite, tra i proprietari dei terrazzamenti - magari emigrati o rimasti, ma ormai anziani, quindi impossibilitati a curarsene personalmente - e gli amanti della natura e dei luoghi, disposti a supportarne la manutenzione e a renderli produttivi. Il Comitato è partito dalla convinzione che il processo di degrado e abbandono del Canal di Brenta e dei suoi terrazzamenti, possa essere fermato, meglio, invertito. Ancor vivo lo spirito che nei secoli ha tenuto aggrappate molte famiglie a luoghi così ostili e vivo l’interesse di coloro che li frequentano per diporto: l’unione di queste due categorie, supportate dalle amministrazioni locali (che hanno tutto l’interesse di fermare la deriva dei loro territori), stanno alla base della rinascita del canale. I terrazzamenti rappresentano un patrimonio monumentale, equiparabile a siti come Machu Piccu o alle risaie dei paesi orientali, solo, ubicati purtroppo in aree di cui storicamente non si è privilegiata la memoria, ma lo sfruttamento. Questo vale per il trasporto fluviale delle merci a partire dal legname, per lo sfruttamento della potenza delle acque idonee agli insediamenti industriali a partire dal 1500, fino all’avvio della coltivazione intensiva e disastrosa del tabacco, in quanto monocoltura. Finito il bussiness del tabacco, finita la valle. Il Comitato oggi sostiene e coordina gli sforzi per il ripristino delle aree terrazzate abbandonate e contribuisce operativamente al loro mantenimento, stimolando forme di recupero economicamente, socialmente ed ecologicamente sostenibili, attraverso una formula di adozione diretta o a distanza (supportando coloro che decidono di lavorarvi fattivamente) delle superfici: operazione rivolta quindi sia a coloro che se ne occupano in prima persona, sia mediante sottoscrizione. Queste le finalità: - sviluppare maggiore consapevolezza del valore del paesaggio, nella fattispecie terrazzato, raccogliendo risorse per garantirne il mantenimento; - attrarre l’attenzione di coloro che vi abitano o hanno lasciato la loro terra in qualità di emigranti ma detengono ancora appezzamenti di proprietà che vanno via via deteriorandosi; - contribuire ad avviare nuove forme di economia rurale, in grado di coinvolgere sempre più concittadini, nella cura dei terrazzamenti.
Ma come si fa ad adottare un terrazzamento?
Semplice. Si contatta il referente del Comitato, con un sms o una mail. Verrà fissato un incontro sul posto, per prender visione del sito più idoneo alle personali esigenze, quindi si sottoscriverà un contratto di comodato d’uso della durata di cinque anni e si verserà la modica cifra di 10 euro, per iscriversi al Comitato stesso. Finora sono state effettuate 121 adozioni in comune di Valstagna; una decina di lotti è tuttora a disposizione e altri sono in fase di individuazione. L’operazione, dallo scorso anno, è stata 59 60 avviata anche in comune di S. Nazario. Il Comitato è inoltre alla continua ricerca di appezzamenti da dare in adozione, visto la crescente richiesta da parte di interessati, sintomo del successo crescente dell’iniziativa.
Cinzia Zonta nell’uliveto
Dal 2013, Presidente è Cinzia Zonta, bassanese trasferita da 2 anni a Valstagna - dopo 8 anni da pendolare, artefice della rinascita dei terrazzamenti, quale prima affidataria di un’area, assieme all’amico Danilo Cecchini. Cinzia viene da un’esperienza decennale maturata sul campo, in Brasile e Perù, proprio nell’ambito della coltivazione e del ripristino di aree terrazzate. Cinzia proviene da un’esperienza decennale maturata sui terrazzamenti di Brasile e Perù, scelta di vita che doveva essere definitiva, dato anche l’impegno profuso con i meninos de rua, con il progetto “Fazer o outro bonito” e con i ragazzi più grandi, progettando una fattoria didattica ad Apeù, nella foresta amazzonica. Poi la riflessione: “Anche vicino al mio paese d’origine ci sono luoghi simili. Perché non proporre un progetto di recupero?” E così è tornata per restare, stavolta definitivamente. Cinzia oggi è una coltivatrice, lavora la terra, dando con i risultati ottenuti il buon esempio a tutti, e nel contempo, insegna ai ragazzi del posto le tecniche di coltura e potatura, per riavvicinarli alle radici, a quell’ambiente da 60 anni abbandonato, per tornare ad amarlo e salvaguardarlo. E ci sta riuscendo: i numeri parlano. (cinziaviralata@gmail.com) FB: ‘ADOTTA UN TERRAZZAMENTO’ In sede: Museo Etnografico ‘Canal di Brenta’ – Palazzo Perli, Via Garibaldi (Valstagna).
L’operazione ‘Adotta un terrazzamento’
L’operazione ‘Adotta un terrazzamento’, ha avuto risonanza nazionale, tanto da essere presentata al salone del Gusto di Torino a novembre 2014, luogo in cui è stata siglata l’adozione da parte delle Condotte ‘Slow Food’ di Primiero Valsugana e Lagorai di alcuni terrazzamenti situati in contrada Merlo (comune di S. Nazario). Lo scorso mese di febbraio, presso la sala consiliare del Comune di Valstagna, si è tenuta l’annuale assemblea sociale, con l’intento di relazionare le attività svolte dai soci e dal Comitato a livello 61 locale nazionale ed internazionale. Fra le iniziative sul tavolo, la collaborazione con ‘L’Alleanza Mondiale del Paesaggio Terrazzato’, di cui si sta organizzando il III° Incontro Mondiale, che avrà luogo a ottobre 2016, proprio qui in Italia. Il Canal di Brenta sarà una delle location e vi si svolgeranno attività di visite guidate alle masiere, incontri con i coltivatori locali, workshop tematici e momenti di socializzazione. I siti italiani terrazzati, associati all’Alleanza Mondiale si trovano in Campania (Costiera amalfitana x gli agrumi); Trentino; Sicilia; Veneto (Valstagna, Lessinia, Valpolicella); Lombardia (Valtellina); Val d’Aosta; Piemonte (Langhe Val d’Ossola); Toscana (Chianti, Montalcino). I precedenti incontri internazionali si sono tenuti nel 2010 in Cina, (anno in cui l’Italia ha posto la propria candidatura per il 2016) e nel 2012, in Perù: ‘Congreso Internacional de Terrazas’.
DOMANI
Ci salverà il Rajah del tè di Darjeeling?
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Il futuro utilizzo di parte dei terrazzamenti è in fase di discussione proprio mentre 'Quaderni Vicentini' sta andando in stampa. Gli interessati stanno valutando un’opportunità che potrebbe cambiare il volto dei terrazzamenti, come il tabacco, lo cambiò nel 1500…Ancora una volta si tratta di una pianta esotica, che però a differenza del tabacco, non presenta alcun elemento di negatività: è il tè. L’iniziativa è stata attivata dalle Condotte Slow Food Primiero e Valsugana-Lagorai, le stesse che hanno adottato terrazzamenti in contrada Merlo, a S.Nazario. Breve passo indietro: il 16 e il 17 marzo scorsi sono stati al centro di due eventi singolari; la sera del 16 a Pergine Valsugana, si è tenuta una degustazione di vari tipi di tè, alla presenza nientepopodimenochè, del Rajah Banerjee, proprietario del giardino del tè di Makaibari (Darjeeling - India settentrionale, ai piedi del monte Kanchenjunga), che ha illustrato le tecniche biodinamiche di coltivazione e trasformazione della pianta. L’evento si è ripetuto il pomeriggio del 17, stavolta direttamente sul terrazzamento adottato da Slow Food a S.Nazario. La sera invece, presso la ‘Sala Convegni del Museo del tabacco’, dell’Unione Montana Valbrenta a Carpanè di S. Nazario, si è tenuto un convegno dal titolo: Il valore del suolo o meglio: Un suolo sano per un’umanità sana – mantra del Rajah sul tema, evento in cui il Rajah ha esposto le tecniche di prevenzione dall’erosione e conservazione della fertilità del suolo, da lui messe a punto in oltre 30 anni di coltivazione biodinamica del tè.Beppa Valstagna

giovedì

Valstagna - Mercoledì 12 febbraio 2014 - Museo Etnografico - Darwin Day -Organismi giornalisticamente modificati

Mercoledì 12 Febbraio 
DARWINDAY 2014  
OGM: Organismi Giornalisticamente Modificati
Museo EtnograficoOre 18.00



Un incontro aperto a tutti all’interno del ciclo di lezioni annuali promosso dalla Scuola e Tempo Ritrovato di Valstagna per approfondire un importante tema di divulgazione scientifica: gli Organismi Geneticamente Modificati. Poco amati, molto discussi, difficilmente compresi gli OGM sono uno degli argomenti più controversi della ricerca scientifica e frequentemente presentati dai media senza nascondere forti allarmismi. 

Il dott. R. Battiston che da anni si occupa di ricerca e divulgazione scientifica affronterà il tema presentando gli ultimi studi e scoperte in merito e i problemi legati alla divulgazione di questo complesso argomento, in una serata di confronto e discussione con il pubblico.
Info: 0424.99891 – info@museivalstagna.it


venerdì

Solagna - "PILLOLE di MOMO" 5 Maggio 2013 ore 20,45

LABORATORI DIDATTICI 
"BARTOLOMEO FERRACINA" SOLAGNA


P R E S E N T A

Video/documento del Laboratorio Teatrale 2012/2013
"Pillole di Momo"

con
Lucia Marcon, Filippo Bordignon, Edoardo Brancaccio,
Emanuele Girardi, Giacomo Temperato, Margherita Bellò

regia  Marinella Salvaggio
assistente alla regia  Anna Andolfatto
video Ignazio Lago


Domenica 5 Maggio 2013
ore 20,45
Sala Teatro Valbrenta Solagna

sabato

Pove del Grappa - 32° Fiera Mercato dell'olivo - 24 marzo 2013

FIERA MERCATO DELL’OLIVO

 Domenica delle Palme

La coltura dell’olivo, pur senza essere fattore economico portante, concorre a integrare i bilanci delle famiglie, grazie ai pregi dell’olio di oliva extra vergine di Pove, dotato di caratteristiche organolettiche ineguagliabili che fanno di esso un olio ricercato, importantissimo componente di una equilibrata dieta quotidiana.
Ogni anno, fin dal 1982, la domenica delle Palme nel centro cittadino si svolge questa caratteristica fiera, iscritta, per la sua importanza, nelle manifestazioni del patrocinio regionale.
La Fiera Mercato dell’olivo, della quale  DOMENICA 24 MARZO 2013 ricorre la 32° edizione, è una affermata manifestazione fieristica, dedicata all’olivo e alle piante vivaistiche, ed è  anche inserita dalla Camera di Commercio “Vicenza qualità” fra le  più rappresentative manifestazioni fieristiche nell’ambito della Provincia.
L’area espositiva, nella Piazza antistante il Municipio e nelle Vie adiacenti, prevede stand e spazi più ampi destinati a stand in forma di giardino.
Per i migliori stand e giardini sono previsti i seguenti premi:

1° premio EURO 300.=     2° premio EURO 200.=     3° premio EURO 100.=

La Commissione assegnerà il premio solo se, sulla base dell’impegno profuso e del risultato ottenuto, lo riterrà opportuno

•    Alle prime tre ditte classificate verrà consegnato anche il “Trofeo Comune di Pove del Grappa”.
•    Al miglior olivo in fiera sarà conferito il premio “Trofeo Comunità Montana del Brenta”
•    Al migliore stand con sole piante di   olivo sarà conferito il "Trofeo Comune  di Pove del Grappa"
•    Al migliore olivo bonsai sarà conferito il “Trofeo Comune di Pove del Grappa”.


NB – La Fiera, data la sua specificità, prevede la presenza di soli stand di:  giardini, piante di olivi, piante di  fiori, attrezzature da giardino o prodotti derivati dall'olivo, ed esclude pertanto stand di diversa natura.

PROGRAMMA della 32a FIERA MERCATO DELL'OLIVO

Domenica 24 marzo 2013

Ore 9.00 Apertura della Fiera presso il piazzale del Municipio
Ore 10.15 Premiazione migliori stands
Ore 10,45 Convegno presso la Sala Polivalente di piazza Europa sul tema:
“La sicurezza nel lavoro, il corretto impiego dei fitofarmaci e la tenuta della documentazione prevista.
Relatori:
Carlo Grandesso – Responsabile Coldiretti di Bassano del Grappa –
Marostica - e Bertelli Diletta Tecnico Coldiretti Bassano del Grappa – Marostica.
MANIFESTAZIONI COLLATERALI
• Mostra di pittura a cura del Gruppo Artisti Valbrenta presso la Sala Consiliare.
• Mostra di fotografia e disegni “Bianco e Nero” a cura di alcuni studenti del Liceo Artistico di Nove presso l’atrio Scuola media;
• Mostra hobbistica di cittadini povesi, presso la Scuola Media;
• Mostra del Libro presso la Sala Polivalente dal 18 al 24 marzo a cura del Comitato Genitori e della scuola primaria e secondaria di primo grado;
• Mostra fotografica “Composizioni” a cura dell’Associazione Amici della Fotografia - presso la chiesetta di S. Pietro;
• 22° Mostra Bonsai a cura del Gruppo Bonsaisti Valle del Brenta- presso salone piano interrato del Centro Diurno;
• Mercatino Biologico in piazza Europa
• Torneo di calcio a cinque Cat. Pulcini (8-10 anni) presso il campo sintetico parrocchiale situato a fianco dello stand gastronomico;
STANDS FIERISTICI
• Vivaistica: piante di olivo, da fiori, ornamentali e da frutto;
• Attrezzature per oliveti e giardini;
• Prodotti derivati dall'olio;
Dalle ore 8.30 alle ore 12.30 presso il Centro Diurno per anziani:
• Giornata del Cuore: visita cardiologica - elettrocardiogramma, a cura dell’Associazione “Amici del Cuore”
• controllo della glicemia - a cura dell’Associazione Diabetici di Bassano del Grappa

Stand della Pro-Loco - Programma

VENERDI’ 22

ore     18,00      APERTURA STAND GASTRONOMICO Con degustazione di piatti tipici e le tradizionali bruschette con l’olio extravergine 
ore    22,00      KARAOKE CON DJ “DARIO VEE”

SABATO 23

ore      18,00      APERTURA STAND GASTRONOMICO Con degustazione di piatti tipici e le tradizionali bruschette con l’olio extravergine 
ore     22,00      SERATA MUSICALE CON IL GRUPPO “NOVALUNA”

DOMENICA  24

ore  8,00  APERTURA STAND GASTRONOMICO   Con degustazione delle tradizionali bruschette con l’olio extravergine dalle ore 12,00 alle 14,00 - anche primi piatti

mercoledì

Pove del Grappa-17 dicembre - Presentazione del libro di Luca Valente -Indagine 40814

COMUNE di POVE DEL GRAPPA
Assessorato alla cultura
in collaborazione con il Comitato Biblioteca

invita la cittadinanza alla presentazione del libro
a cura dell’autore :  Luca Valente 

pove del grappa valbrenta


 Dodici monaci in fuga dalle invasioni ungare nel X secolo. Un segreto da custodire.
Una spietata rappresaglia delle SS tedesche sul finire della seconda guerra mondiale.
Un segreto da proteggere. Un numero enigmatico inciso dal serial killer nella carne delle sue vittime.
Un segreto da scoprire.
Solo un uomo e una donna, legati da un antico rimorso, possono risolvere l’indagine 40814.

Lunedì 17 Dicembre 2012 – ore 20.30

Sala polivalente – Piazza Europa

Pove del Grappa

ingresso libero


giovedì

A Campese nasce il "Doge", il sigaro prodotto col "Nostrano del Brenta"

fonte: Il Giornale di Vicenza - 14 novembre 2012
Il “Nostrano del Brenta”, che per secoli era stato il vanto dei tabacchicoltori della Vallata, torna a risplendere grazie a un'operazione commerciale arrivata a buon fine dopo un lavoro di ricerca, di richiesta di autorizzazioni, di sollecitazioni di fondi pubblici e di burocrazia durato sette anni. Quella varietà di tabacco che aveva permesso ai valligiani di sopravvivere con la vendita obbligata al Monopolio ma anche con il contrabbando, viene trasformata in sigaro dal Consorzio Tabacchicoltori di Bassano del Grappa, diventato “Consorzio Tabacchicoltori Montegrappa di Bassano del Grappa, Castelfranco Veneto e Noventa Vicentina”. Nella sede del Consorzio, a Campese, è stata inaugurata la nuova filiera produttiva. Alla cerimonia hanno presenziato, accanto al presidente del Consorzio, l'avv. Sergio Martinelli, il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, l'assessore regionale Roberto Ciambetti, l'europarlamentare Sergio Berlato, il sindaco Stefano Cimatti e il responsabile del Gruppo Maccaferri, per il settore della manifattura tabacchi, Pietro Tamburini. Quest'ultimo nel suo intervento ha spiegato che l'obiettivo è vendere 500 mila pezzi del nobile sigaro già nel 2013. Nel suo intervento inaugurale, Sergio Martinelli ha tracciato la storia del tabacco in Valbrenta, da quel 26 agosto del 1763, anno in cui la Serenissima concessi per la prima volta il privilegio di coltivare l'erba regina, antico nome usato per il Tabacco Nostrano del Brenta. Il presidente ha ricordato che il Tabacco Nostrano divenne il sigaro per eccellenza fumato nelle corti dei Dogi veneziani. Un cenno è andato alla nascita del Consorzio Tabacchicoltori, nel 1939, ad opera di sedici coraggiosi agricoltori campesani. Martinelli ha quindi raccontato come è nato il progetto del “Doge”, «primo sigaro di una famiglia che nel tempo andrà a completarsi, risultato di un progetto partito sette anni fa dall'intuizione del nostro compianto e mai dimenticato direttore Ampelio Pizzato, un prodotto di altissima qualità e di altrettanto alto carattere storico». Un grazie è stato rivolto «a tutte quelle persone che, nel corso degli anni, non hanno mai smesso di credere in questo progetto a cominciare dai soci e dai collaboratori del Consorzio, dagli agronomi e dagli altri consulenti». Nel progetto, un ruolo importante lo ha avuto anche la Regione Veneto. «Posso annunciare con orgoglio - ha concluso Martinelli al termine dell'inaugurazione - che oggi è nata una nuova manifattura e che da questo mese il “Doge” verrà finalmente distribuito nelle tabaccherie, inizialmente del Triveneto, e poi del resto d'Italia». In occasione dell'inaugurazione della Nuova Manifattura di Bassano e della presentazione dell'antico Sigaro Nostrano del Brenta, la Bortolo Nardini ha voluto festeggiare l'evento di Campese abbinando al sigaro Nostrano la sua grappa ambrata più pregiata, la Riserva 15 anni. L'incontro tra le due secolari produzioni, ha dato la possibilità ai barman bassanesi Gianluca e Andrea Camazzola, fratelli e titolari di Palazzo delle Misture, di ideare “Nostrano”, un particolare cocktail nato dalla infusione del tabacco di Campese nella grappa Riserva Nardini. G.C.

venerdì

Suggerimento: Da visitare a Bassano del Grappa "Novecento italiano. Passione e collezionismo".



Una grande mostra che il Museo civico di Bassano del Grappa dedica al collezionismo d’arte nell’Italia del secolo scorso.
Una panoramica sull’arte italiana del Novecento nel Museo civico di Bassano del Grappa con 90 opere di artisti selezionati dal gusto e dalle tendenze del più illuminato collezionismo privato italiano.
Nell’ala nuova una straordinaria sequenza, da collezioni private italiane, di oltre sessanta opere di grandi maestri della pittura e della scultura italiana, come Balla, De Chirico, Campigli, De Pisis, Morandi, Guttuso, Sironi, Fontana, Manzù, Martini, illustra lo sviluppo dell’arte italiana del Ventesimo secolo: dal futurismo alla metafisica, fino alle molteplici esperienze del secondo dopoguerra, dell’astrattismo e dell’arte povera.
Nei saloni della Pinacoteca l’inedita occasione per scoprire la fisionomia e la consistenza delle collezioni cittadine dedicate al Novecento. Per la prima volta sono esposte al pubblico 27 opere provenienti da collezioni bassanesi: Ubaldo Oppi con un dipinto della corrente “Novecento” degli anni ‘20, un Balla ancora degli anni ’20, un importante bronzo giovanile di Arturo Martini, due opere di Depero, due opere di Tancredi, due opere di Guttuso, una tela giovanile di Guidi, un olio di Sironi, un Concetto spaziale di Fontana, un prezioso “Cretto” di Burri, mentre gli anni ’50, ’60 e ’70 sono anche rappresentati da significative opere di Capogrossi, Turcato, Scanavino, Rotella, Schifano, da un multiplo di Vedova, fino al più recente Pozzati e, agli albori di Fluxus, da due fogli di Chiari e Simonetti.
Il collezionismo come passione, piacere, talvolta ossessione, talaltra investimento, ma sempre prova di gusto, sfida alla curiosità, cimento per l’intelligenza.
 
Data inizio evento 20/10/2012 09:00         Data fine evento 20/01/2013 19:00
 
Luogo    Museo Civico di Bassano del Grappa
Periodo di svolgimento:     20 ottobre 2012 - 20 gennaio 2013
 
Orario
9:00 - 19:00 da martedì a domenica
lunedì aperto su prenotazione per gruppi e scolaresche
aperto 31 dicembre (9:00 - 18:00), 1 gennaio (14:00 - 19:00); chiuso 25 dicembre

 
Ingresso: Intero: € 10,00  Ridotto: € 8,00 Ridottissimo: € 4,00
 
Telefono 0424 519901 - 519904  Email info@museobassano.it

Gallio 26 Ottobre - Oktober Ghel Fest


Ritorna anche quest’anno a Gallio l’Oktober Ghel Fest “Festa della birra”, in programma dal 26 ottobre al 4 novembre, giunta alla 4^ edizione.
Ricco calendario di appuntamenti, iniziative e occasioni per stare in compagnia e gustare prodotti tipici locali e stranieri nel ricco stand gastronomico (panini con salsiccia, stinco, minestra cimbra, wurstell ecc) e assaporare una linea classica di birra bavarese prodotta in Veneto, nel rinomato birrificio Gabriel di Ponte di Piave.
Tanti appuntamenti sono previsti durante questi giorni di festa.
Si partirà venerdì 26 ottobre con musica dal vivo con il Gruppo Dogma 16; grande tributo a Vasco Rossi è in programma durante la serata di sabato 27 ottobre.
Festa di Halloween con baby dance, cantastorie per bambini e disco music, mercoledì 31 ottobre a partire dalle ore 18.00.
Per gli amanti della musica dal vivo, giovedì 1 novembre saranno le migliori band altopianesi che si esibiranno e animeranno la serata.
E ancora, beer pong, coinvolgenti serate musica country , live music con il trio “Babata” e per i nostalgici degli anni 60-70 domenica 4 novembre, in chiusura della manifestazione, imperdibile appuntamento con il concerto dei “Roversi”.
Durante le serate è gradita la partecipazione in abito cimbro.

I

mercoledì

Valbrenta Solidale - "Scuola e tempo ritrovato" Tanti corsi fino a marzo


Valbrenta Solidale riprende l'attività “Scuola e tempo ritrovato”, presentando calendario e programma dei corsi che si svolgeranno il lunedì dalle 15 alle 17 nella scuola media di Valstagna, da ottobre a marzo 2013. 
Vengono riproposti alcuni temi dei corsi precedenti, come la storia con Erminio Dalla Zuanna, che parlerà del Risorgimento; la musica a confronto con Guido Snichelotto e ascolto dell'opera «La Cavalleria Rusticana» di Mascagni; le varie tipologie di inquinamento con Flaminio Fumagalli e la medicina con Giuseppe Gheno, che parlerà delle recenti acquisizioni sulle funzioni cerebrali e dell'apparato digerente. 
Tra le novità del programma, una breve storia della lingua dal greco all'italiano passando per il latino con Paolo Signori e la partecipazione di Anna Branciforti, tre lezioni a partire da oggi che apriranno il calendario dei corsi. 
A gennaio Roberto Battiston, in tre lezioni, approfondirà la storia della diversità della vita secondo le piante. A febbraio Giorgio Cavalli introdurrà il mito di Venezia attraverso le voci poetiche di Biagio Marin, Diego Valeri e altri poeti. Ampio spazio viene dato nel programma ad esperienze di viaggio. 
 In “Goodmorning Vietnam”, Pietro Martinato racconterà con immagini il viaggio nel Sud Est asiatico; Egidio Fontana svelerà i segreti del Riparo Dalmeri e della Grotta di Ernesto tra preistoria e i giorni nostri, e Carlo Dall'Acqua racconterà “800 km a piedi verso Santiago”. 
 In calendario alcune uscite di sicuro interesse. Viene riproposta, infatti, la visita serale della Basilica di San Marco, a Venezia, il prossimo novembre. 
Tra le novità, la visita, a Verona, del Museo di Storia naturale e della città, a gennaio; a marzo 2013, “Sulle orme dei dinosauri” e Mart di Rovereto; visita all'antico maglio di Breganze, ad aprile. 
Tra le altre iniziative, un corso di ginnastica dolce e dolcissima, al martedì e giovedì nella palestra della scuola media, e la tombola tutti i giovedì pomeriggio alle 15 nella sala delle associazioni a Valstagna

Primolano - Serate di musica e degustazione



venerdì

Festival dell'acqua- 14-16 settembre 2012


VENERDI’ – 14.09
VALSTAGNA, Oliero, Parco delle Grotte ore 19.30, mappa >>

Ore 19.30 Aperitivo.
Ore 20.00 Visita guidata alla Centrale idrica di Oliero in collaborazione con Etra SpA.
Ore 21.00  Incontro – dibattito sulla Balneazione Fluviale, in collaborazione con la rassegna Parole nel
Caos:
Roberto Cogo, Poeta, Dell’immergersi e nuotare (Wild Swimming),
Francesco Vallerani, Geografo, Università Ca’ Foscari–VE, Memorie d’Acqua e la Geopoetica della Balneazione fluviale.

A seguire: visita guidata in notturna alle Grotte di Oliero, per info tel. 327.20.10.346